di Simone Corelli

Con questo articolo il Cesma inaugura il nuovo Blog che prevede la pubblicazione di brevi testi, destinati a tecnici del suono, dell’audiovisivo e aspiranti tali, che diano un’idea del tipo di insegnamenti che forniamo nei nostri corsi.

Ci auguriamo che questi brevi articoli possano essere piuttosto uno stimolo per tutti ad approfondire l’argomento.

Buona lettura!

Uno dei software più utilizzati nel mondo del restauro del suono è iZotope RX, che esiste in tre versioni di crescente potenza: Elements, Standard e Advanced.

Le funzionalità per cui è divenuto famoso, giungendo poche settimane fa addirittura alla versione 11, sono probabilmente la possibilità di disegnare, correggere e ricostruire lo spettro sonoro quasi stessimo usando Photoshop (ma l’editor grafico non è più disponibile sulla versione Elements) nonché le funzioni di ripulitura della voce da rumori di vario tipo, in particolare con il modulo “Dialogue Isolate”, che fece gridare al miracolo e divenne uno strumento pressoché obbligatorio in tanti ambiti, incluso quello del montaggio della presa diretta cinematografica e televisiva.

L’ultima versione ha migliorato le prestazioni generali, aggiunto la modalità in MS (scompone lo stereo classico LR in componenti middle e side), aggiunto un Loudness Optimizer per alzare un pochino la Loudness generale percepita mantenendo fissa quella misurata, e aggiunto un modulo di Streaming Preview utile a verificare la qualità con servizi come Spotify, Apple Music, Tidal et cetera, specie nelle versioni che fanno uso di compressione distruttiva. Anche la compatibilità con ARA è stata estesa e prestissimo arriverà anche su Pro Tools, permettendo di lavorare con lo spettrogramma direttamente sulle nostre DAW preferite.

Sarà forse istruttivo analizzare come funziona il suddetto Loudness Optimizer: come forse sapete la loudness è una misura del volume percepito dall’orecchio umano, sebbene effettuata nel dominio digitale; nella versione “integrated” si effettua una media su tutto il programma fornendo un unico numero finale, che nel caso dei programmi televisivi, film, documentari, trasmissioni in diretta et cetera, deve fornire in Europa il valore di -23 LUFS (Loudness Units rapportate alla piena scala digitale) e negli USA -24 LKFS (LUFS e LKFS sono la stessa cosa, ma gli americani preferiscono la seconda dicitura, che ci ricorda la curva di pesatura K applicata dall’algoritmo). Ebbene, nel caso di loudness integrata, la media viene calcolata due volte: la prima volta si ottiene un valore sotto il quale tutte le parti di programma che scendono di oltre 10 LU sotto di esso vengono scartate nella misura della media definitiva; in pratica si scartano le parti che si ritengono probabilmente prive di dialogo o musica o rumori protagonisti. Sfruttando questo comportamento iZotope ha pensato di far salire lievemente il segnale di tali parti deboli, per farlo invece concorrere al computo della media finale, abbassandola, e se si abbassa, il programma deve salire per tornare al valore desiderato. E’ un trucco che funziona se il programma è sufficientemente dinamico: è ovvio che se li livello è praticamente costante non si potrà sfruttare questa tecnica. Inoltre è bene non abusarne: la modifica delle dinamiche interne di un film sono state decise con gusto e criterio dal fonico di mix insieme al regista, al musicista ed agli altri collaboratori.

Tornando ad iZotope RX11 segnaliamo che ora il potente Dialogue Isolate è corredato da quello che prima era un modulo separato per ridurre il riverbero sul dialogo, il Dialogue De-reverb appunto, ed è disponibile sulla versione Standard, senza più o obbligare ad una spesa di oltre 1000 euro.

Altre funzioni molto interessanti sono l’EQ match, che equalizza l’audio selezionato fino a renderlo somigliante ad un riferimento, il Dialogue Contour, utile a cambiare l’intonazione del parlato ad esempio per rendere interrogativa una frase che sembri assertiva, il De-rustle, per ridurre il rumore di strofinamento dei lavalier sui vestiti, lo Spectral Recovery, per recuperare estensione sul parlato, vari tipi di de-click, de-breath per controllare i fiati e tanto altro; non possiamo poi dimenticare che buona parte di queste funzioni sono applicabili in batch senza limiti al numero di files da trattare, mentre si può continuare a lavorare senza che l’editor si interrompa nell’attesa; ad esempio potremmo fargli generare una versione per CD-Audio e una in mp3 o altri formati, partendo da brani in alta risoluzione, destinandoli a folder appositi, oppure effettuare una serie di trattamenti standard per la voce, come un filtro passa-alto, un mouth-declick, un delicato de-esser, un normalizzatore di loudness integrata. Si possono anche applicare plug-in di terze parti se in formato VST3 (ma non quelli di Waves) o Audio Unit!

Per chi volesse approfondire segnaliamo il volume del docente del CESMA Simone Corelli, che insegna tra l’altro restauro del suono al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, dal titolo “Radiografare il suono con iZotope RX” (nella recensione su “Audiofader” ha meritato un 9.7 punti su 10 e di cui è in lavorazione la seconda aggiornatissima edizione).

Altri software di grande potenza nel restauro della voce sono ad esempio Waves Clarity Vx, Accentize dxRevive, e qualcosa è ora incorporato in DaVinci Resolve o in Adobe Audition: l’intelligenza artificiale non sta rivoluzionando solo il mercato delle fotografie e dei video, è evidente.

Al CESMA teniamo occhi e orecchi ben aperti sul fenomeno AI, e stiamo di conseguenza adattandoci dando ad esempio più spazio al sound design “concettuale”: meglio studiare perché si sceglie un suono, più che essere in grado di realizzarlo tecnicamente, visto che presto l’AI saprà esaudire molto bene i nostri desideri riducendo o annullando le parti più faticose e complicate del nostro lavoro di esperti della comunicazione sonora. Ci attende una rivoluzione profonda, e vogliamo che i nostri studenti sappiano affrontarla da protagonisti, dunque i nostri corsi sono progettati per essere all’avanguardia, combinando teoria e pratica in un ambiente di apprendimento stimolante e collaborativo.

La nuova interfaccia grafica per controllare il rumore ed il riverbero nel dialogo, in iZotope RX versione 11 narrante di un documentario.

L’audio editor di RX11 dov’è possibile vedere ed agire sullo spettrogramma; a sinistra la trascrizione automatica del testo con l’identificazione degli speaker, purtroppo non ancora molto affidabile e disponibile solo per la lingua inglese.

Un cordiale saluto da Simone Corelli!